Requisiti morali, professionali e incompatibilità

Agenti d'affari in mediazione

Quando la mediazione viene esercitata da una società, tutti gli amministratori e legali rappresentanti (e coloro che esercitano l'attività di mediazione a qualsiasi titolo per la società stessa) devono possedere i seguenti requisiti morali e professionali individuati dalla Legge n. 39/89.

Requisiti morali e di onorabilità

  • non essere stato dichiarato interdetto, inabilitato o fallito
  • non essere stato condannato per i reati elencati nell’art. 2 lettera f) della legge 39/89
  • non essere sottoposto a provvedimenti antimafia

Requisiti professionali (in alternativa tra loro)

  • diploma di maturità quinquennale (o diploma di qualifica triennale rilasciato da istituti professionali fino all'anno scolastico 2013-2014, secondo l'ordinamento scolastico previgente) con frequenza di un apposito corso di formazione (elenco enti organizzatori dei corsi) e superamento di un esame di idoneità presso la Camera di Commercio
  • essere iscritto nell’apposita sezione REA (istituita dal 12.05.2012)
Attenzione! Il requisito di essere stato iscritto nel soppresso ruolo agenti di affari in mediazione era valido fino al 12/5/2016 e non è quindi più utilizzabile

Nota bene
Il requisito alternativo "Diploma di scuola secondaria superiore assieme a un periodo di praticantato di almeno dodici mesi continuativi e la frequenza di un corso di formazione professionale" (previsto dalla legge 57/2001 art. 18) non è attivato perché il Ministero dello Sviluppo economico non ha ancora emanato il necessario regolamento di attuazione.

Riconoscimento della qualifica professionale conseguita all'estero

Per esercitare in Italia, coloro che hanno conseguito la qualifica all'estero (sia in un paese UE che extra-UE) devono farsi riconoscere il titolo dal Ministero dello Sviluppo economico.
Nel sito Internet del ministero è possibile scaricare i modelli necessari per presentare la richiesta di riconoscimento e le relative istruzioni

Incompatibilità

Con decorrenza 1/2/2022 l'articolo 4 comma 2 della legge n. 238/2021 riformula il comma 3 dell’art. 5, della legge n. 39/1989 che disciplina le incompatibilità con riferimento all'esercizio dell’attività di mediazione.

L’attività di agente di affari in mediazione è incompatibile con:

  1. attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l'attività di mediazione;
  2. attività svolta in qualità di dipendente di imprenditore che esercita una delle attività di cui al punto precedente;
  3. l'attività svolta in qualità di dipendente di ente pubblico;
  4.  l'attività svolta in qualità di dipendente o collaboratore di imprese esercenti i servizi finanziari di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59;
  5. esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l'attività di mediazione;
  6. situazioni di conflitto di interessi.

La modifica, richiesta dall’ Unione Europea, ha comportato un allargamento dei soggetti che possono svolgere la professione di mediatore e pertanto sono stati inclusi i dipendenti di “enti privati” che, invece, nella precedente formulazione erano soggetti all’incompatibilità. 

Inoltre sono stati chiariti gli altri ambiti di incompatibilità, confermando il sistema esistente.

Il Legislatore ha confermato la sussistenza dell’incompatibilità

-  sia con l’esercizio di attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l'attività di mediazione, ma ha precisato ed aggiunto che devono essere soggetti ad incompatibilità anche i dipendenti di tali imprenditori

- sia con l’esercizio di attività professionali attinenti al medesimo settore merceologico (ad esempio,  in ambito immobiliare, figure quali: geometri edili, architetti del ramo immobiliare, certificatori energetici e amministratori di condominio)

- sia soprattutto con le attività svolte in qualità di dipendente pubblico, dipendente o collaboratore di imprese esercenti servizi finanziari, di cui all'art. 4 D.Lgs 59/2010, quali:  

  • ​servizi finanziari, ivi inclusi i servizi bancari e nel settore del credito, 
  • i servizi assicurativi e di riassicurazione, 
  • il servizio pensionistico professionale o individuale, 
  • la negoziazione dei titoli, 
  • la gestione dei fondi,
  • i servizi di pagamento 
  • servizi di consulenza nel settore degli investimenti.


Solo a titolo di esemplificazione si evidenziano le attività ritenute incompatibili in ambito immobiliare:

  • compravendita e permuta di immobili
  • locazione di immobili propri: si conferma l'incompatibilità; proporre la locazione di beni immobili, anche se propri, è attività promozionale svolta nello stesso settore;  
  • consulenza e gestione immobili;
  • progettazione e costruzione immobili: in quanto determina un conflitto di interesse;
  • attività di amministratore di condominio: si conferma  al momento l'incompatibilità.

 

Nota bene
Si ricorda che la mediazione creditizia è incompatibile con qualunque altra attività, anche con quelle di mediazione.

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contenuto aggiornato il 11/03/2022