FAQ casella PEC

AVVERTENZE
Questa raccolta di FAQ è in continuo aggiornamento. 
Vi invitiamo a visitare frequentemente questa pagina per verificare la presenza di nuove risposte.


Le risposte pubblicate in questa pagina rappresentano l'interpretazione ufficiale della Camera di Commercio di Padova e sono quindi da ritenersi valide solo per le imprese tenute all'obbligo di comunicazione al Registro Imprese di Padova. 


La Camera di Commercio di Padova rilascia le caselle di Posta elettronica certificata - PEC?

No, la PEC deve essere acquistata, anche online, dai gestori abilitati dall'Agid (Agenzia per l'Italia Digitale). L'indirizzo PEC deve essere già attivato nel momento della comunicazione al Registro Imprese

Ci sono costi per l'attivazione di una casella PEC?

Sì, i costi sono quelli stabiliti da ogni singolo gestore autorizzato al rilascio.

Ci sono costi per la comunicazione dell'indirizzo PEC al Registro Imprese?

No, la comunicazione è esente da diritti di segreteria e imposta di bollo.

Posso comunicare al Registro Imprese un indirizzo PEC assegnato da un gestore ma non ancora attivato dal punto di vista tecnico-informatico (ad esempio perché non è stato ancora accertato il pagamento)?

No, l'indirizzo PEC solo assegnato ma non ancora attivato dal punto di vista tecnico-informatico non esiste e pertanto verrà rifiutato e applicata la relativa sanzione in caso di ritardo (vedi faq n. 6 e 7).

Quali controlli e le sanzioni adotta la Camera di Commercio in caso di Pec invalida o inattiva?

L'ufficio camerale provvede periodicamente alla cancellazione delle pec invalide o inattive sulla base delle segnalazioni pervenute oppure in sede di verifiche periodiche o in occasione dell’iscrizione di una denuncia. L’ufficio, se riscontra che la PEC denunciata è invalida o inattiva, invita l’impresa ad iscrivere un nuovo indirizzo di posta certificata e qualora l’impresa non provveda procede ai sensi dell’art. 2191 codice civile alla cancellazione dell’indirizzo non attivo. Non sono previste sanzioni pecunarie, ma qualora l’impresa presentasse una denuncia al registro imprese l’ufficio è tenuto alla sospensione dell'iscrizione di qualunque atto o denuncia (escluse quelle al Repertorio Economico Amministrativo) fino all'integrazione dell'indirizzo PEC. La pratica rimane sospesa per un periodo massimo di 3 mesi in caso di società e di 45 giorni in caso di impresa individuale. In caso di omissione dell’integrazione,  la pratica presentata viene rigettata e si intende non presentata con applicazione della sanzione pecuniaria di cui all’art. 2194 e 2630 c.c. per omessa iscrizione di atti e notizie. L’omessa comunicazione determina inoltre l’avvio di un procedimento di cui all’art. 2190 c.c. per l’iscrizione d’ufficio dell’atto o della notizia non presentata in quanto rifiutata.  (vedi faq n. 6 e 7)

Le società iscritte che non hanno ancora comunicato il proprio indirizzo PEC che conseguenze hanno?

Le imprese in forma societaria che non hanno ancora comunicato l'indirizzo PEC si vedranno sospendere l'iscrizione di qualunque atto al Registro imprese (escluse le denunce REA) fino all'integrazione dell'indirizzo PEC e comunque per un periodo massimo di tre mesi. Trascorso tale periodo l'atto sarà rifiutato e si intende non presentato con applicazione della sanzione pecuniaria di cui all’art. 2630 c.c. per omessa iscrizione di atti e notizie. L’omessa comunicazione determina inoltre l’avvio di un procedimento di cui all’art. 2190 c.c. per l’iscrizione d’ufficio dell’atto o della notizia non presentata in quanto rifiutata.  (D.L. 185/2008 art. 16 c. 6bis)

Le imprese individuali iscritte che non comunicano entro il termine del 30.6.2013 il proprio indirizzo PEC che conseguenze hanno?

Le imprese individuali che non hanno ancora comunicato l'indirizzo PEC, si vedranno sospendere l'iscrizione di qualunque atto o denuncia al Registro delle Imprese (escluse le denunce REA) fino alla comunicazione dell’indirizzo PEC o comunque per un periodo massimo 45 giorni. Trascorso tale periodo la pratica viene respinta e si intende non presentata con applicazione della sanzione pecuniaria di cui all’art. 2194 c.c. per omessa iscrizione di atti e notizie. L’omessa comunicazione determina inoltre l’avvio di un procedimento di cui all’art. 2190 c.c. per l’iscrizione d’ufficio dell’atto o della notizia non presentata in quanto rifiutata. (D.L. 179/2015 art. 5)

Le società semplici, le cooperative e i consorzi hanno l'obbligo di attivare e comunicare l'indirizzo PEC al Registro Imprese?

Sì, tranne i consorzi (cfr. circolare MISE n. 3645/c del 3.11.2011- presente nella sezione Riferimenti Normativi).

Le società, le cooperative e i consorzi in liquidazione o fallimento (vedi faq n. 22) hanno l'obbligo di dotarsi e comunicare la PEC al Registro Imprese?

Sì (esclusi i consorzi che non sono obbligati alla comunicazione della PEC - vedi faq n. 8), perché la normativa non prevede esclusioni di alcun tipo

Le imprese individuali hanno l'obbligo di dotarsi e comunicare l'indirizzo PEC al Registro Imprese?

Sì, dal 20.10.2012 anche alle imprese individuali sono soggette a questo obbligo. Pertanto tutte le imprese individuali che si iscrivono a partire dal 20.10.2012 devono indicare il loro indirizzo PEC nella domanda di iscrizione, mentre le imprese già iscritte a tale data hanno tempo fino al 30.6.2013 per comunicare il loro indirizzo. Trascorso tale termine si applicherà la procedura indicata alla faq. n. 7. 
(D.L. 179/2012 art. 5)

Le Società estere con sede secondaria e/o unità locale in Italia hanno l'obbligo di attivare e comunicare l'indirizzo PEC al Registro Imprese?

Sì, per le sedi secondarie iscritte ai sensi dell'art. 2508 codice civile relativo alla pubblicità degli atti societari perché la PEC si configura come "sede elettronica" della società. 
No, per le unità locali di imprese estere (che non abbiano una rappresentanza stabile in Italia) in quanto non sono iscritte nel Registro Imprese e non sono pertanto tenute al nuovo obbligo.

Le variazioni dell'indirizzo PEC dell'impresa devono essere comunicate al Registro Imprese?

Sì, è necessario che l'indirizzo che compare in visura e nei certificati sia sempre valido e attivo. La comunicazione è gratuita e va effettuata per via telematica con le stesse modalità previste per la prima comunicazione.

La PEC che le imprese devono comunicare alla Camera di Commercio può essere associata a più soggetti?

No, non è possibile iscrivere lo stesso indirizzo PEC su imprese diverse. L’indirizzo PEC deve essere ricondotto esclusivamente ad una sola impresa, senza possibilità di domiciliazione presso soggetti terzi"..
In sede di verifica della pratica, è stato quindi inserito un controllo automatico per verificare se l'indirizzo dichiarato è già presente perché riferito ad altra impresa.
(MISE nota n. 53687 del 2/4/2013 e circolare n. 77784 del 9/5/2014)

Se l'impresa dispone di più unità locali o sedi secondarie in varie province si deve dotare e comunicare più indirizzi PEC?

No, l'impresa deve comunicare un solo indirizzo PEC presso il Registro Imprese della sede legale a prescindere dalle sedi secondarie e unità locali di cui dispone.

L'impresa che dispone di più indirizzi PEC (ad es. per uffici, dipartimenti, unità locali ecc.) può chiedere la loro iscrizione al Registro Imprese?

No, perché al Registro Imprese si iscrivono esclusivamente le informazioni e i dati previsti dalla legge e la normativa in materia di PEC prevede la comunicazione di un solo indirizzo PEC che rappresenta l'equivalente "elettronico" dell'indirizzo "fisico" della sede legale.

Come va comunicato l'indirizzo PEC al Registro Imprese?

Le modalità di comunicazione sono indicate nella pagina "comunicazione casella PEC"

Come faccio a verificare se un'impresa ha già depositato l'indirizzo PEC?

E' possibile verificare la presenza dell'indirizzo PEC dal sito registroimprese.it inserendo la denominazione dell'impresa e la provincia della sede legale. Dalla lista che viene visualizzata si clicca sulla denominazione di interesse per visualizzare la scheda "Dati dal Registro Imprese". 
Se nella scheda è visualizzato il campo "Indirizzo posta elettronica certificata" (visibile inserendo un codice antispam) allora l'impresa ha già comunicato il proprio indirizzo PEC, altrimenti alla voce Indirizzo Posta Elettronica Certificata viene visualizzata la frase "Non risulta iscritto al Registro Imprese". Per le società in liquidazione o in fallimento (che hanno comunque l'obbligo di comunicare il proprio indirizzo PEC) occorre invece richiedere una visura camerale o contattare l'Ufficio relazioni con il pubblico della Camera di Commercio di Padova all'indirizzo 

Posso comunicare al Registro Imprese una casella PEC con dominio @postacertificata.gov.it?

No, le "PEC del cittadino", riconoscibili appunto dal dominio @postacertificata.gov.it, sono riservate esclusivamente alle comunicazioni tra cittadini e pubbliche amministrazioni e quindi non possono essere utilizzate dalle imprese. La procedura di comunicazione implementerà un controllo che rifiuterà l'inserimento di caselle PEC con questo dominio.

I soggetti iscritti solo al REA (associazioni, fondazioni, ecc.) sono tenute all'obbligo di comunicazione della PEC?

No, perché le leggi in materia prevedono l'obbligo di comunicare la PEC al Registro Imprese solo per le imprese (in forma societaria o individuale).

Le imprese individuali che sono in procinto di cancellarsi dal Registro Imprese sono tenute a comunicare la PEC?

No, la PEC non viene richiesta alle imprese che presentano una pratica di cancellazione.

Quanto lungo può essere un indirizzo PEC?

Le specifiche ministeriali prevedono un campo massimo di 40 caratteri prima del simbolo @ ed un campo massimo di 40 caratteri dopo. Indirizzi più lunghi non possono essere inseriti.

Le imprese societarie soggette a procedure concorsuali devono comunicare l'indirizzo PEC?

Secondo il parere del Ministero dello sviluppo economico (MISE) n. 223761 (scaricabile da questa pagina):

  1. le società in fallimento non rientrano tra i soggetti obbligati a comunicare la PEC, rimane tuttavia la facoltà del curatore di effettuare la comunicazione
  2. le società in concordato preventivo nella fase che precede l'omologa o per quelli non liquidatori o in "prosecuzione del'attività" sono obbligate alla comunicazione attraverso il legale rappresentante
  3. le società in concordato liquidatorio nella fase di post-omologa sono obbligate alla comunicazione attraverso il liquidatore.
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contenuto aggiornato il 08/02/2019

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