Criteri di arrotondamento

In alcuni casi la riduzione del 50% ha generato degli importi non esatti ma con la presenza di decimali, come segnalato negli specchietti successivi.

L'importo che normalmente va utilizzato è comunque quello già arrotondato alla cifra esatta, vale a dire quello inserito nella colonna "importo da pagare".

Si procederà nel seguente modo:

  • se ci sono più importi non arrotondati, essi vanno utilizzati solo quando si pagano insieme anche gli importi per unità locali presenti nella stessa provincia: in questi casi si sommano prima gli importi non arrotondati e poi si arrotonda solo la somma finale all'unità di euro, (per eccesso se la prima cifra dopo la virgola è uguale o superiore a 5; per difetto se la prima cifra dopo la virgola è inferiore a 5). 
  • se c'è un unico importo, va eseguito un unico arrotondamento finale, dopo aver svolto tutti i conteggi intermedi (utilizzando in questi casi gli eventuali importi del diritto annuale non arrotondati per sede e unità locali). L’importo finale va arrotondato all'unità di euro, (per eccesso se la prima cifra dopo la virgola è uguale o superiore a 5; per difetto se la prima cifra dopo la virgola è inferiore a 5). 

Per la descrizione di questo criterio di arrotondamento, si fa riferimento alla  nota del Ministero dello Sviluppo Economico n. 19230 del 03.03.2009.

Esempio: 
Il diritto annuale per impresa individuale iscritta in sezione speciale è di euro 44.  
Se questa impresa ha nella stessa provincia anche una unità locale, il diritto annuale dell'unità locale è di euro 8,80 (20% di euro 44,00).
L'importo dovuto è pari a euro 44 + 8,80 = euro 52,80, che arrotondato, porta a un diritto annuale da versare mediante F24 pari a euro 53,00.
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contenuto aggiornato il 31/10/2018