Raccolta usi Provincia di Padova

Consultazione pubblica per la revisione della Raccolta degli usi della provincia di Padova

AVVISO
Modifica art. 28 del TITOLO III COMPRAVENDITA E LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI
della Raccolta degli Usi

 

Con deliberazione della Giunta camerale n. 18 del 31 gennaio 2019 è stata approvata  la modifica dell’art. 28 del TITOLO III COMPRAVENDITA E LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI della Raccolta degli Usi della Provincia di Padova.
Si pubblica, di seguito, il nuovo testo dell’art. 28, che sostituisce integralmente la versione precedente, contenuta nella Raccolta usi Provincia di Padova del 2002 (parzialmente revisionata nell’anno 2007) in corso di revisione:

"L’incarico per la vendita  o l’acquisto di immobili è normalmente conferito al mediatore per iscritto. La misura della provvigione è un elemento usualmente previsto nell’incarico ed oggetto di contrattazione tra le parti: acquirente/venditore, da una parte, e agente d’affari in mediazione, dall’altra. Salvo diverso accordo tra le parti, la provvigione media corrisposta al mediatore ammonta usualmente alle percentuali indicate nella seguente tabella:

corrispettivo dell’immobile compravenduto inferiore a 100.000,00 euro da 100.000,00 a 500.000,00 euro oltre 500.000,00 euro
venditore 3 % sull’intero corrispettivo 2 % sull’intero corrispettivo 1,5 % sull’intero corrispettivo
acquirente 3 % sull’intero corrispettivo 2 % sull’intero corrispettivo 1,5 % sull’intero corrispettivo

Nella permuta di immobili, la provvigione può essere commisurata al prezzo del bene permutato di maggior valore. Qualora l’immobile  sia gravato da ipoteca, al mediatore - salvo diverso accordo -  spetta la provvigione sul prezzo dell’immobile al lordo di ipoteca. Qualora vengano ceduti anche i mobili e gli accessori la provvigione - sempre salvo diverso accordo -  viene pagata anche sull’importo dei mobili e accessori."  

Gli usi normativi o consuetudini sono una fonte di creazione di norme giuridiche obbligatorie in
due casi:

  1. quando sono richiamati da leggi e regolamenti che regolano una certa materia (ovviamente l’uso non può essere contrario alle leggi e ai regolamenti);
  2. quando una materia non è regolata da alcuna norma scritta.

Gli usi nascono dalla ripetizione generale, uniforme e costante di comportamenti adottati nella convinzione di ottemperare a una norma giuridica obbligatoria.

Essi sono una fonte di creazione di norme giuridiche obbligatorie in due casi:

  1. quando sono richiamati da leggi e regolamenti che disciplinano una certa materia (ovviamente l'uso non può essere contrario alle leggi e ai regolamenti); nell'ambito della regolazione e della trasparenza del mercato, le Camere di commercio provvedono alla raccolta, alla revisione e alla pubblicazione degli usi locali, ovvero gli “usi normativi” o “consuetudini”;
  2. quando una materia non è regolata da alcuna norma scritta.

Gli usi sono redatti da un’apposita Commissione della Camera di Commercio, approvati dalla Giunta camerale e pubblicati nella Raccolta e si presumono esistenti fino a prova contraria.
Agli usi è possibile derogare se i contraenti esprimono per iscritto la loro volontà.

Gli usi normativi vanno distinti dagli usi contrattuali (o negoziali): questi sono clausole, o pratiche contrattuali, che si presumono concordate tra i privati anche se non vi è nei contratti una dichiarazione esplicita.

Azioni sul documento

contenuto aggiornato il 01/03/2019

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