Attenzione richieste di pagamento per l'inserimento marchi in banche dati private

Le richieste ingannevoli riguardano sedicenti servizi a pagamento collegati a domande di registrazione di marchi


Attenzione alle fatture ingannevoli con intestazione e nominativi UIBM

Queste richieste, trasmesse a mezzo posta, riportano nell’intestazione il logo, l’indirizzo e i contatti del Ministero e dell’UIBM, nonché  il nome e la firma falsificata  di un dirigente UIBM. Includono un IBAN polacco  per il pagamento. Si tratta di richieste che non provengono dall’UIBM  e che pertanto sono fraudolente. Preghiamo gli utenti, in caso di ricezione di comunicazioni di questo tenore, di verificare attentamente il contenuto, di non pagare  e di inviare copia alla Linea Diretta Anticontraffazione: anticontraffazione@mise.gov.it

La Direzione ha sporto denuncia all’Autorità giudiziaria a tutela propria e delle persone innocenti coinvolte.


                                                                       

A seguito della segnalazione di alcuni titolari di marchi che stanno ricevendo lettere contenenti offerte per l’inserimento dei loro marchi registrati in repertori vari o banche dati on-line private a pagamento, previo pagamento a mezzo bonifico, si avvisa che l’Ufficio Brevetti di questa Camera di Commercio non invia offerte simili, né richieste di pagamento a mezzo bonifico per la registrazione o pubblicazione di marchi d’impresa.

Si ricorda che si tratta di versamenti non dovuti e che le predette offerte non sono in alcun modo correlate con i servizi forniti dall’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi), dall’EUIPO (Ufficio per registrazione dei marchi, disegni e modelli dell’Unione Europea) o da WIPO (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Industriale), né con le relative banche dati ufficiali a questi collegate.

Si invita dunque l’utenza alla massima cautela prima di sottoscrivere qualsiasi documento e a non effettuare alcun versamento di denaro.

Vi informiamo, inoltre, della possibilità di effettuare direttamente una segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (link al sito http://www.agcm.it/consumatore/5616-come-segnalare.html), la quale avvierà un'indagine e al termine si pronuncerà sull'ingannevolezza della comunicazione oggetto di segnalazione eventualmente irrogando una sanzione pecuniaria a carico dell’autore della proposta ingannevole.

E’ infine possibile consultare l’informativa pubblicata sull’argomento da EUIPO, WIPO e UIBM sul loro sito

Si rende disponibile copia del provvedimento adottato dall'AGCM in data 28.03.2018 (per visualizzare il documento cliccare sul titolo).

 

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contenuto aggiornato il 22/01/2020