Etichettatura prodotti tessili

Il testo fornisce un primo orientamento sugli obblighi di legge in materia di etichettatura dei prodotti tessili. 
Per conoscere con precisione gli obblighi normativi e l'esatta modalità di applicazione si invita a fare riferimento al paragrafo Normativa.

Cosa si intende per prodotto tessile

E' il prodotto che, allo stato grezzo, di semilavorato, lavorato, semiconfezionato o confezionato, è composto esclusivamente di fibre tessili (lana, cotone, lino, ecc.).

Assimilati ai prodotti tessili

  • i prodotti contenenti almeno l'80% in peso di fibre tessili
  • i prodotti le cui parti tessili costituiscono almeno l'80% del totale (tessuti per la copertura di mobili, ombrelli, ecc.)
  • prodotti incorporati in altri prodotti, di cui sono parte integrante, qualora ne venga specificata la composizione (è il caso dei rivestimenti interni delle scarpe)

Le fibre tessili attualmente riconosciute sono indicate nell'allegato 1 del Regolamento (UE) 1007/2011. Solo le fibre individuate dal legislatore possono essere indicate nelle etichette dei prodotti tessili.

Etichetta e contrassegno

L’etichetta può essere realizzata in cartone, tessuto o altro materiale e deve essere applicata al prodotto tessile mediante:

  • cucitura
  • graffatura
  • adesivi
  • allacciatura con cordoncino fissato da apposito sigillo o cappio
  • inserimento dell’etichetta stessa nell’involucro che lo contiene o in altri modi idonei

Il contrassegno è applicato direttamente al prodotto tessile o sull’involucro contenente il prodottotessile, mediante:

  • stampa
  • stampigliatura
  • ovvero tessitura in cimosa o altrove

In Italia le etichette o contrassegni devono essere redatti anche in lingua italiana.

Cosa si intende per etichettatura tessile

Si intende l'insieme delle indicazioni che, ai sensi della normativa vigente, devono apparire su apposita etichetta su ogni capo di abbigliamento ed ogni prodotto tessile messo in commercio.

Quando l'etichetta non è obbligatoria

Non è obbligatoria quando:

  • i prodotti tessili non sono destinati al consumatore finale
  • i prodotti tessili sono in transito nel nostro paese sotto controllo doganale, ma destinati a mercati esteri
  • quando i prodotti tessili sono importati temporaneamente per effettuare lavorazioni
  • i prodotti tessili sono destinati alla vendita in paesi extra UE, per i quali devono essere rispettate le norme in uso nel paese di destinazione

Chi è tenuto ad osservare la legge

Sono tenuti al rispetto della legge tutti coloro che producono o commercializzano prodotti tessili, dalle materie prime al prodotto finito, inclusi gli importatori, i venditori ambulanti e i sarti confezionatori.

Cosa deve contenere

  • Informazioni relative alla composizione
    • l'indicazione della composizione fibrosa in ordine decrescente di composizione
    • il prodotto tessile composto da una stessa fibra può essere qualificato con il termine al "100%" o "puro" o "tutto" (esclusa qualsiasi altra espressione equivalente)
    • informazioni facilmente leggibili e visibili e apposte in lingua italiana
  • Informazioni relative all’identità dell’impresa o del produttore
    • l’indicazione dell’identità e degli estremi del produttore cioè marchio, denominazione/ragione sociale, sede
    • riferimento del prodotto come numero articolo e/o lotto e/o codice a barre
  • Informazioni relative alla manutenzione del prodotto

Come deve essere apposta

L’etichetta può essere in cartone, tessuto o altro materiale, deve essere applicata al prodotto tessile mediante cucitura, graffatura, adesivi, allacciatura con cordoncino fissato da apposito sigillo o cappio oppure mediante l’inserimento dell’etichetta stessa nell’involucro che lo contiene.

L’etichetta di composizione (obbligatoria)

Nel caso di prodotti composti da due o più fibre specificare la percentuale di presenza di tutte le fibre contenute nel capo.
Se le fibre non raggiungono l'85% del totale, è necessario indicare in ordine decrescente denominazione e percentuale di almeno due fibre presenti in maggiore percentuale, seguita dalla denominazione delle altre fibre, in ordine decrescente di peso.
Le altre fibre che rappresentano ciascuna meno del 10% del prodotto possono essere designate:

  • con l'indicazione "altre fibre", seguita dalla percentuale globale
  • con la loro denominazione a condizione che le composizione percentuale completa del prodotto sia chiaramente indicata. 

Lana vergine

Un prodotto tessile può essere qualificato “lana vergine” o “lana di tosa” quando è composto da fibra mai precedentemente incorporata in un prodotto finito, che non ha subito altre operazioni di filatura o feltratura che quelle richieste per la fabbricazione, né trattamento o impiego che abbia danneggiato la fibra stessa. Le denominazioni “lana vergine” o “lana di tosa” possono essere usate anche per lana contenuta in una mischia quando la quantità di lana non è inferiore al 25%, in caso di mischia intima la lana è mischiata solo con un’altra fibra. 
In questo caso l'indicazione della composizione percentuale completa è obbligatoria

Prodotti composti da due o più parti con diversa composizione fibrosa

E' necessaria un'etichetta che rechi l'indicazione della composizione di ciascuna delle due parti. Se una di esse non raggiunge il 30% del peso totale del prodotto non è obbligatorio etichettarla. La fodera va sempre etichettata a parte.

Casi particolari

Per la corsetteria, il tessile decorato e ricamato, il velluto, la felpa e simili, sono previste apposite disposizioni.

Etichettatura globale

Per alcuni prodotti (strofinacci, cinture, fazzoletti, ecc.) la legge prevede che possano essere presentati alla vendita con un'etichetta globale, che contenga le indicazioni di composizione.

Prodotti tessili venduti a metraggio

L'etichettatura può figurare solo sulla pezza o sul rotolo presentati alla vendita.
Deve essere possibile per il consumatore poter prendere conoscenza della composizione di tali prodotti.

L’etichetta di manutenzione (non obbligatoria)

Non esistono disposizioni di legge che definiscano in modo chiaro l’obbligatorietà dell’etichetta di manutenzione e non esistono direttive europee che armonizzino questo aspetto nei diversi Stati dell’Unione. L’etichetta di manutenzione, pertanto, non è obbligatoria. Se viene apposta deve però essere corretta e rispondente alle caratteristiche prestazionali del prodotto.
La normativa volontaria UNI EN ISO 3758/2005 stabilisce i seguenti 6 simboli:

OperazioneSimbolo
Lavaggio ad umido Vaschetta
Candeggio Triangolo
Stiratura Sagoma di un ferro da stiro
Lavaggio a secco Cerchio
Asciugatura a mezzo di asciugabiancheria a tamburo rotativo Cerchio inscritto in un quadrato
Asciugatura naturale Quadrato

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contenuto aggiornato il 12/03/2017