Salta al contenuto

Il gap retributivo tra uomini e donne in crescita a quota 9400 euro, la sostanziale stabilità della percentuale di imprese femminili, che non registra avanzamenti, ma resta ancorata al 20%: i dati contenuti nell’aggiornamento del report sulla presenza femminile nel tessuto economico Padovano, realizzato in occasione dell’8 marzo Giornata della Donna dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Padova, evidenziano «quanto sia ancora lungo il percorso da fare, a tutti i livelli, verso un’effettiva parità e ci stimolano a proseguire, attraverso il Comitato imprenditoria femminile, nelle azioni di sostegno alle imprese e nell'attività di sensibilizzazione, formazione e divulgazione», spiega Antonio Santocono, Presidente dell’ente di piazza Insurrezione, che lo scorso dicembre ha ottenuto la Certificazione Parità di Genere Pdr-125, tappa di un percorso di trasformazione dei modelli organizzativi per favorire la conciliazione e la piena parità nei percorsi di crescita professionale. ll report rappresenta un aggiornamento dell’Osservatorio parità di genere pubblicato per la prima volta nel 2025 con la collaborazione del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Padova e del Coordinamento Pari Opportunità Interprofessionale di Padova.

«Uno degli obiettivi che ci siamo poste - dichiara Elena Morello, presidente del Comitato imprenditoria femminile - è quello di sostenere le donne che scelgono di intraprendere o che hanno intrapreso un’attività di impresa». Fra le iniziative messe in campo, il bando Quarzo Rosa che “premia” cinque fra idee d'impresa o startup femminili  con un periodo di incubazione che abbina tre giorni  di formazione intensiva e 4 o 6 mesi di accompagnamento e affiancamento per la redazione del business plan e l’elaborazione della strategia aziendale. L’edizione 2026 del bando uscirà nelle prossime settimane. «Il tasso di mortalità delle imprese femminili, specie nei primi anni dopo la fondazione, è ancora molto elevato e spesso una delle cause di fallimento, pur a fronte di un progetto con un forte potenziale, consiste proprio nell’esaurimento delle disponibilità finanziarie e nella difficoltà di accesso al credito. Ecco che grazie al bando ci proponiamo di sostenere le imprese con strumenti concreti nella delicata fase iniziale». Un altro nodo che in alcuni casi frena la crescita delle imprese è rappresentato dalla difficoltà di conciliazione vita-lavoro, che troppo spesso pesa ancora sulle donne. Da qui la proposta del bando a sostegno delle mamme imprenditrici, con la possibilità di accedere a contributi per spese a supporto della conciliazione che vanno dall’assunzione di figure per la sostituzione della maternità dell’imprenditrice alle spese per la formazione a supporto dello smart working alla copertura parziale delle rette del nido o della scuola dell’infanzia. Nel 2025 l’iniziativa, che verrà riproposta anche nel 2026, ha sostenuto 15 imprenditrici per un totale di circa 60 mila euro erogati. 

IL GAP RETRIBUTIVO

Il report prende in esame gli ultimi dati Inps disponibili, relativi al 2024. Il gap retributivo - 9400 euro - è cresciuto di 100 euro rispetto al 2023 e di circa 300 euro rispetto al 2019. Anche raffrontando solo i contratti a tempo pieno - il part time è infatti per il 70% ancora appannaggio delle donne - il divario resta di circa 7000 euro. Ulteriori asimmetrie emergono dall’analisi delle tipologie contrattuali: se l’83% della forza lavoro maschile ha un impiego a tempo indeterminato, tra le donne la quota scende al 78%. Al netto della minore presenza femminile in quasi tutti i livelli, fatta eccezione per gli impiegati, dove le donne rappresentano il 58%, risalta lo squilibrio tra i dirigenti, dove la componente femminile è appena del 16%. Anche a parità di inquadramento il gap persiste: tra i vertici aziendali una donna guadagna l’11% in meno, tra i quadri il 19%, valore che sale al 35% nella categoria impiegatizia fino a toccare il picco tra gli operai, dove il divario raggiunge il 39%. Se già al debutto nel mercato del lavoro una lavoratrice accede a compensi mediamente più bassi (5.000 euro di scarto tra gli under-35), la forbice raggiunge gli oltre 12.800 euro lordi annui nella fascia 50-64 anni.

LE SEDI DI IMPRESA

Per quanto riguarda il tessuto delle imprese le quasi 17.300 sedi d’impresa attive nel 2025 sono il 20% del totale, valore in linea con il dato registrato sia nel 2023 che nel 2024. Nel corso del 2025, la differenza tra iscrizioni e cessazioni dichiarate di sedi femminili ha prodotto un saldo negativo di 31 unità, dovuto sia a un aumento delle cessazioni (1.120, il valore più alto dal 2019) che a un calo delle iscrizioni (a quota 1.179, dato più basso dal 2019 e in controtendenza rispetto alle non femminili che registrano invece un aumento della “natalità”). L’analisi dei tassi di sopravvivenza evidenzia inoltre una maggiore fragilità delle imprese femminili: tra le realtà iscritte nel 2019, solo il 52% risulta ancora in attività nel 2025 (754 su 1.447), a fronte del 62% registrato tra le non femminili. Per quanto riguarda la forma giuridica le imprese femminili appaiono meno strutturate: il 63% delle imprese femminili sono individuali contro il 49% delle non femminili. Prendendo in considerazione la classe dimensionale, un dato significativo è rappresentato dalla dinamica delle imprese con più di 50 addetti, che rispetto al 2019 nel caso delle imprese femminili sono calate del 16% mentre nel caso delle non femminili hanno segnato un +14%. «La sfida per i prossimi anni - conclude Santocono - sarà quella favorire il processo di consolidamento delle imprese femminili senza che questo si traduca nella cessione dell’attività e di rilanciare la dinamica delle nuove aperture».

Allegati

Ultimo aggiornamento

06-03-2026 13:03

Questa pagina ti è stata utile?